In Italia ogni quarantotto ore si consuma un omicidio in famiglia. Madri, padri, figli assassini. È il sintomo di un disagio profondo, che non riguarda più soggetti emarginati, ma uomini e donne che gli psichiatri non esitano a definire “normali”. E la maggior parte di questi delitti non differisce, per ferocia o per macabri rituali, dai massacri e dalle stragi cui ci hanno abituato i professionisti del crimine. Casi celebri che hanno attraversato la cronaca italiana e sono rimasti irrimediabilmente impressi nella nostra memoria: presunti bravi ragazzi che trucidano genitori e fratelli (Pietro Maso, Erika e Omar), padri che ammazzano i figli (Tullio Brigida), famiglie che scompaiono (i Carretta, i coniugi Donegani), omicidi commessi da amici o dai vicini di casa (la vicenda del piccolo Tommy, la strage di Erba). Storie di “ordinaria violenza”, che Rita Di Giovacchino affronta da abile cronista, attenta a scavare nei motivi che generano tragedie troppo diffuse al giorno d’oggi per poter essere relegate all’analisi specialistica. Chi sono davvero questi assassini? E perché un omicidio avvenuto all’interno di una famiglia, quindi un crimine di natura privata, diventa improvvisamente di rilevanza nazionale? A tali interrogativi si propone di rispondere l’autrice, in particolare ripercorrendo in controluce – in una sorta di libro nel libro – l’inchiesta sul caso più eclatante degli ultimi anni: Cogne. Per smantellare le verità ufficiali e demolire i mostri costruiti in laboratorio. Per dimostrare che ogni delitto è diverso, unico.

Formato
EPUB
Protezione
Watermark
Data di pubblicazione
15 novembre 2012
Editore
Collezione
Numero di pagine
430
Lingua
Italiano
ePub ISBN
9788864118635
PDF ISBN
9788864118642
ISBN cartaceo
9788881127627
EPUB
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