Un filosofo ateo di fronte a una religione in crisi: che cosa ne rimane oggi?

Il cristianesimo è finito? Oggi viene spesso usato per contrapporre identità culturali e nazionali più che vissuto come esperienza integrale. Ma di certo non è finita la sua eredità né, sostiene François Jullien, filosofo tra i più noti al mondo – va sottolineato: ateo – il contributo che ha dato e, soprattutto, può dare al pensiero e all’esistenza. In questo senso, il cristianesimo è una fonte viva di «risorse», di ricchezze da mettere a frutto, che l’autore individua mediante una lettura originale, affascinante, spregiudicata del Vangelo di Giovanni. In questo Vangelo, infatti, viene per la prima volta concepita la possibilità di un evento del tutto nuovo, inaudito, completamente privo di legami con quanto lo precede, che può cambiare l’esistenza e la storia in maniera radicale; e qui viene fatta una distinzione tra vita come mero processo biologico e vita autentica, vita zampillante e sovrabbondante, vita intesa come sviluppo ed espansione delle possibilità e delle consapevolezze: una distinzione che non cessa di risuonare ancora oggi (la «crescita personale» non ne è altro che l’estrema e degradata propaggine). Sulla base di queste e altre decisive osservazioni, Jullien compone un libro luminoso, capace di rendere accessibile, sia ai credenti sia ai non credenti, un nuovo punto di vista sul cristianesimo; di restituire, a due millenni di distanza, la forza originaria di un testo che continua ad orientare le nostre vite.

Formato
EPUB
Protezione
Protetto da DRM
Data di pubblicazione
21 febbraio 2019
Editore
Collezione
Numero di pagine
128
Lingua
Italiano
ePub ISBN
9788833312279
PDF ISBN
9788833312286
ISBN cartaceo
9788833311258
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